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La regola del girovita: il test semplice che può dirti molto sulla tua salute (e sulla tua silhouette)

C’è un numero che molte donne controllano ogni giorno: il peso sulla bilancia. Ma secondo numerosi studi scientifici, esiste un parametro ancora più importante: il rapporto tra girovita e altezza, perché il grasso addominale in eccesso aumenta il rischio metabolico e cardiovascolare.

Potresti essere normopeso… e avere comunque grasso addominale in eccesso. Scopriamo perché con la dottoressa Maria Stella Tarico

Il problema non è solo quanto grasso abbiamo, ma dove si accumula! E qui entra in gioco la regola del girovita. Il calcolo è semplice: dividi la misura del tuo girovita per la tua altezza, e se il risultato è inferiore a 0,50 la situazione è generalmente nella norma, se è superiore a 0,50 c’è un possibile aumento del rischio metabolico e cardiovascolare. In pratica? Se sei alta 170 cm, il girovita ideale dovrebbe restare sotto gli 85 cm. Ma perché il girovita conta più del peso? Ce lo spiega la dottoressa Maria Stella Tarico, chirurgo plastico specialista e master in medicina estetica.

“Due persone possono avere lo stesso peso, ma una distribuzione del grasso completamente diversa. Il grasso addominale viscerale in eccesso, quello che si concentra appunto nell’area della pancia, è associato più frequentemente a infiammazione cronica, resistenza insulinica, diabete di tipo 2, ipertensione, gonfiore persistente, stanchezza, alterazioni metaboliche e aumento del rischio cardiovascolare. È proprio qui che il rapporto girovita/altezza diventa importante da conoscere: è un indicatore semplice, immediato e più realistico rispetto al solo BMI (Body Mass Index), cioè l’indice di massa corporea”.

Su quali studi scientifici si basa la regola del girovita?

“Non è una moda social o un trend fitness, si fa riferimento al Waist-to-Height Razio (WhtR) studiato da anni in ambito cardiometabolico. Uno studio pubblicato su Obesity Facts di Ashwell & Gibson del 2009, ad esempio, è uno dei lavori più conosciuti che ha analizzato dati della popolazione britannica e ha concluso che il rapporto girovita/altezza è uno strumento efficace per identificare il rischio. Anche uno studio pubblicato su International Journal of Obesity del 2003 ha osservato che persone con BMI nella norma potevano comunque avere eccesso di grasso addominale e quindi un rischio metabolico aumentato, ed un altro studio pubblicato su Scientific Reports del 2017 ha mostrato una correlazione tra WhtR elevato e parametri vascolari preoccupanti, inclusa pressione arteriosa, glicemia e colesterolo”.

Come si misura correttamente il girovita?

“Per ottenere un dato attendibile basta usare un metro da sarta: misura il punto più stretto dell’addome, appena sopra l’ombelico, senza trattenere il respiro, e fai la misurazione al mattino. La formula è girovita (cm) diviso altezza (cm). Se il girovita è 82 e l’altezza 165, 82:165= 0,49”.

Perché a volte il grasso addominale non va via, nemmeno con dieta e attività fisica?

“Molte donne vivono la stessa situazione: seguono un’alimentazione bilanciata, fanno attività fisica, perdono peso… ma il grasso sull’addome resta. Questo accade perché il grasso localizzato è influenzato da ormoni, stress e cortisolo, età, infiammazione, predisposizione genetica o menopausa.

Quali sono le migliori terapie in medicina estetica per ridurre il grasso addominale?

“Premetto che la vera trasformazione nasce dall’equilibrio: la medicina estetica può aiutare tantissimo nel rimodellamento corporeo, ma bisogna comunque seguire un percorso completo, e cioè alimentazione equilibrata, movimento, sonno regolare, gestione dello stress, ascolto del proprio corpo e trattamenti personalizzati. La migliore terapia per l’addome è la Criolipolisi, che utilizza il raffreddamento controllato per colpire ed eliminare le cellule adipose senza chirurgia. È molto richiesta per addome, fianchi e maniglie dell’amore, ma anche per schiena, interno/esterno coscia, culotte de cheval, braccia, doppio mento, area ascellare interiore, ginocchia. È il trattamento ideale per chi ha adiposità localizzate, è vicino al peso forma e vuole evitare trattamenti chirurgici come la lipoaspirazione”.