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Skincare: se pensi che una crema possa fare tutto, il NAD+ potrebbe sorprenderti!

NAD+ e vitalità della pelle: quando l’energia cellulare diminuisce, anche il tuo incarnato ne mostra i segni. Scopriamo come sostenere il metabolismo cellulare con la dottoressa Maria Stella Tarico.

Il NAD+ entra nella skincare, per una pelle luminosa, elastica e compatta

Ci sono essenzialmente due tipi di persone, quelle che comprano l’ennesima crema sperando sempre in un nuovo miracolo, e quelle che credono in un approccio globale per il benessere della pelle, ma davanti allo specchio pensano: Dormo abbastanza, mangio bene, faccio esercizio fisico, perché la mia pelle sembra sempre stanca? La verità è che la pelle non sa quanto hai speso per un siero e non può fermare il tempo, semplicemente invecchia. L’invecchiamento cellulare è un programma genetico naturale e inevitabile, perché con il passare degli anni il DNA accumula piccoli errori che lo stile di vita sano può solo rallentare. Ma se le cellule hanno un limite naturale di replicazione stabilito dalla biologia umana, se la produzione di energia genera scarti ossidativi che l’organismo non riesce a riparare del tutto, se l’ambiente, i micro-inquinanti e i fattori esterni lasciano un segno fisico inevitabile, oggi disponiamo di nuove e rivoluzionarie strategie per sostenere il metabolismo cellulare.

Fatti una domanda e datti una risposta: Le mie cellule hanno davvero l’energia per funzionare al meglio? Ed è qui che entra in campo una molecola di cui negli ultimi tempi si parla sempre più spesso: il NAD+. Non è il segreto dell’eterna giovinezza come qualcuno ama definirlo, ma è qualcosa di molto, molto interessante: è una molecola che il nostro organismo utilizza ogni giorno per produrre energia, riparare il DNA, combattere lo stress ossidativo e mantenere attivi numerosi processi cellulari. Ma cosa dice davvero la scienza? E soprattutto, quanto è importante associare una skincare mirata a protocolli di IV Therapy con NAD+? Facciamo chiarezza con la dottoressa Maria Stella Tarico, chirurgo plastico specialista e master in medicina estetica.

“Il NAD+ partecipa a numerose reazioni metaboliche, tra cui la produzione di energia (ATP), la riparazione del DNA, la risposta allo stress ossidativo, l’attività delle sirtuine (le cosiddette proteine della longevità) e la funzione dei mitocondri. Senza NAD+ le cellule non potrebbero funzionare correttamente”.

Cosa succede con l’età?

“Diversi studi dimostrano che con l’invecchiamento i livelli intracellulari di NAD+ diminuiscono. Questa riduzione è stata associata a minore efficienza energetica, aumento dello stress ossidativo, ridotta capacità di riparazione cellulare e alterazioni della funzione mitocondriale, anche se molti aspetti sono ancora oggetto di ricerca”.

Perché il NAD+ interessa così tanto alla medicina estetica?

“L’obiettivo della medicina estetica oggi non è più soltanto quello di riempire una ruga. Sempre più spesso si parla di qualità della pelle: una cute luminosa, elastica e compatta dipende anche dal funzionamento delle cellule. È da qui che nasce l’interesse verso nuove strategie che possano sostenere il metabolismo cellulare”.

IV Therapy con NAD+ e skincare: strategie complementari?

“Sì, negli ultimi tempi nuovi protocolli di medicina estetica hanno iniziato ad associare la skincare con trattamenti sistemici come la IV Therapy. L’idea è facile da comprendere: mentre la skincare agisce principalmente sugli strati superficiali della pelle, aiuta a mantenere la barriera cutanea, l’idratazione e la protezione dagli agenti esterni, la IV Therapy, attraverso la somministrazione endovenosa di nutrienti selezionati direttamente nel sangue, supporta lo stato nutrizionale dell’organismo e punta a sostenere il terreno biologico generale. I due approcci lavorano su livelli differenti e possono essere considerati complementari all’interno di un percorso personalizzato”.

Cosa dice la letteratura scientifica a proposito del NAD+?

“Le evidenze cliniche disponibili suggeriscono che l’aumento dei livelli di NAD+ attraverso alcuni precursori possa migliorare alcuni indicatori del metabolismo cellulare, sostenere la funzione mitocondriale e aumentare la disponibilità di NAD+ in diversi tessuti. Sono inoltre presenti studi che documentano miglioramenti in parametri legati all’invecchiamento biologico e allo stress metabolico”.

Chi può essere candidato al trattamento?

“Generalmente possono essere valutati pazienti che desiderano prevenire i segni dell’invecchiamento, soggetti con pelle stressata o spenta, chi affronta periodi di intenso stress fisico o mentale, persone che desiderano un approccio globale al benessere della pelle. La valutazione medica rimane sempre fondamentale per definire indicazioni, eventuali controindicazioni e protocollo su misura”. Il futuro della medicina estetica? Per molti anni abbiamo trattato ciò che vediamo, oggi ci chiediamo come sostenere anche ciò che non si vede, il metabolismo cellulare. E probabilmente il futuro non sarà scegliere tra una crema o un trattamento, sarà costruire protocolli personalizzati che associno skincare, stile di vita, nutrizione, e quando appropriato, terapie mediche come la IV Therapy, perché una pelle sana nasce da cellule che funzionano nel miglior modo possibile. Ed è proprio su questa base che la ricerca sul NAD+ sta cercando di scrivere il prossimo capitolo della medicina