Tirzepatide, cosa sappiamo: fa perdere peso, migliora il metabolismo, può ridurre il tessuto adiposo e, ipotesi interessante ma non ancora dimostrata, potrebbe ridurre la fibrosi e l’infiammazione del lipedema. Può essere valutata dal medico secondo il contesto clinico e la normativa applicabile come cura off-label del lipedema.
Mounjaro, la nuova cura per il lipedema? La ricerca è interessante, le ipotesi sono promettenti
Lipedema, quando le gambe non seguono le regole del resto del corpo: riduci le calorie, cammini, ti alleni, perdi qualche chilo, ma le tue gambe sembrano aver firmato un contratto a tempo indeterminato con il tessuto adiposo. E allora arriva la frase che molte donne con lipedema hanno sentito almeno una volta nella vita: devi solo dimagrire. E invece no. Il lipedema non è semplicemente avere “le gambe grosse”, non è cellulite e soprattutto non è mancanza di volontà, è una condizione cronica del tessuto adiposo caratterizzata da una distribuzione sproporzionata e simmetrica del grasso, soprattutto sugli arti inferiori e spesso associata a dolore, pesantezza, formazione di lividi e alterazioni del tessuto adiposo. Ne parliamo con la dottoressa Maria Stella Tarico.
Cos’è il lipedema?
“Si tratta di una patologia del tessuto adiposo che interessa prevalentemente le donne. La caratteristica più evidente è una distribuzione sproporzionata del grasso, generalmente simmetrica, su fianchi, cosce, gambe, ginocchia e in alcuni casi braccia. Un elemento caratteristico è il risparmio di piedi e mani. Ma il lipedema non si riconosce soltanto dal grasso, possono comparire dolore spontaneo o alla pressione, senso di pesantezza, maggiore sensibilità dei tessuti, ecchimosi, edema, nodularità del tessuto sottocutaneo, progressiva alterazione della qualità del tessuto e limitazione della mobilità. La diagnosi è prevalentemente clinica: oggi non esiste un singolo esame del sangue o una tecnologia diagnostica che da sola possa certificare il lipedema, ed è per questo che può essere non diagnosticato, confuso con obesità, linfedema o semplice adiposità localizzata”.
Quindi lipedema e obesità non sono la stessa cosa?
“No, e la distinzione è fondamentale. Una paziente può avere lipedema senza obesità, obesità senza lipedema o entrambe le condizioni contemporaneamente. Il tessuto adiposo del lipedema presenta caratteristiche biologiche che non sono quelle dell’obesità. Certo la perdita di peso può ridurre la massa adiposa anche nelle gambe e migliorare la funzione metabolica, ma non significa necessariamente risolvere il lipedema”.
Come si cura il lipedema?
“Il trattamento deve essere personalizzato in base a sintomi, distribuzione del tessuto adiposo, eventuale obesità associata, mobilità, dolore e risposta del paziente. Le principali strategie tradizionali comprendono terapia compressiva, movimento ed esercizio, fisioterapia e trattamento dei sintomi, liposuzione (che può ridurre il tessuto adiposo interessato), nutrizione e controllo del peso, ma bisogna evitare un messaggio semplicistico: mangi meno e il lipedema sparisce”.
E arriviamo alla domanda che oggi interessa tantissime pazienti: Mounjaro può curare il lipedema?
“Mounjaro, che contiene tirzepatide, è un farmaco che agisce contemporaneamente sui recettori GIP e GLP-1. Attualmente è autorizzato per il trattamento del diabete di tipo 2, e nell’Unione Europea anche per la gestione del peso in pazienti che rientrano nei criteri previsti dall’autorizzazione. Il lipedema non è un’indicazione autorizzata di Mounjaro, quindi parlare di utilizzo della tirzepatide per curare il lipedema significa parlare di un possibile uso off-label che deve essere valutato individualmente dal medico. Ma può avere un razionale biologico”.
Perché la tirzepatide interessa così tanto la ricerca sul lipedema?
“La tirzepatide non agisce semplicemente facendo mangiare meno. La sua azione sui sistemi GLP-1 e GIP produce importanti effetti metabolici, tra cui riduzione del peso corporeo e miglioramento del controllo glicemico. Ma la ricerca più recente sta guardando anche agli effetti sul tessuto adiposo, sull’infiammazione e sui processi fibrotici. Ed è proprio questo che rende la molecola interessante nel contesto del lipedema. Le evidenze più recenti sono promettenti: uno studio pubblicato nel 2025 ha proposto la tirzepatide come possibile terapia “disease-modifying”, cioè potenzialmente capace di intervenire su alcuni meccanismi biologici della malattia, collegando metabolismo, infiammazione e fibrosi. Inoltre nel 2026 è stata pubblicata un’analisi basata su un grande sondaggio online che ha coinvolto oltre 2.700 donne con lipedema. Tra le partecipanti molte utilizzavano farmaci GLP-1 o GLP-1/GIP, con la tirzepatide come farmaco più frequentemente riportato. Le utilizzatrici hanno riferito miglioramenti della salute generale e una minore intensità di dolore, gonfiore e limitazioni funzionali rispetto alle non utilizzatrici. La tirzepatide potrebbe diventare uno strumento importante all’interno di un approccio più completo, soprattutto nelle persone che presentano anche obesità, insulino-resistenza o altre condizioni metaboliche. Il futuro potrebbe essere un protocollo combinato”.
Forse la vera evoluzione non sarà trovare la pillola per il lipedema, ma combinare diagnosi precoce, nutrizione personalizzata, movimento, compressione, chirurgia in casi selezionati e terapie farmacologiche capaci di intervenire sui meccanismi biologici della malattia. E per quanto riguarda il Mounjaro… la ricerca è interessante, le ipotesi sono promettenti.