Cosa può fare una crema? E cosa cambia quando il principio attivo viene iniettato nel derma tramite microiniezioni? Scopriamo la differenza fra il trattamento ai polinucleotidi e la skincare tradizionale con la dottoressa Maria Stella Tarico.
Polinucleotidi: pelle più compatta, elastica, idratata e uniforme
Ci sono mattine in cui ci guardiamo allo specchio e pensiamo: Ma io ieri non avevo questa faccia. La pelle appare più spenta, meno elastica, stressata. Le piccole rughe sembrano essersi messe d’accordo per comparire tutte insieme e quel famoso effetto glow è partito per le vacanze senza avvisare. A quel punto parte la missione impossibile: siero illuminante, fluido idratante, retinolo, acido ialuronico, peptidi… e magari quella crema costosissima che promette di farci sembrare come se avessimo dormito dieci ore, bevuto due litri di acqua al giorno negli ultimi sei mesi e vissuto serenamente negli ultimi dieci anni. Ma c’è una domanda da farsi: una crema può migliorare la pelle dall’esterno, ma cosa può fare un trattamento che veicola specifici polinucleotidi direttamente nel derma? Questo non significa che le creme non servano, anzi! La skincare tradizionale resta una parte fondamentale per la salute e per la qualità della pelle, ma crema e polinucleotidi iniettati non giocano la stessa partita e non hanno lo stesso modo di raggiungere i tessuti.
Dalla superficie alla profondità: quando prendersi cura della pelle in modo combinato diventa una strategia. Ne parliamo con la dottoressa Maria Stella Tarico, chirurgo plastico e master in medicina estetica.
PNDR: che cos’è la bioristrutturazione cellulare ai polinucleotidi?
“Nel contesto estetico, l’obiettivo della loro infiltrazione non è semplicemente riempire una ruga. L’approccio è diverso: migliorare la qualità del tessuto cutaneo e favorire processi biologici associati alla riparazione e al rimodellamento della pelle. Ed è questa la ragione per cui vengono definiti biostimolatori, biorivitalizzatori, bioristrutturanti”.
Cosa succede quando i polinucleotidi vengono iniettati nel derma?
“Qui arriviamo alla differenza più importante rispetto alla skincare tradizionale. Con il trattamento iniettivo il prodotto viene depositato direttamente nel derma attraverso microiniezioni, quindi nello strato cutaneo dove si trovano fibroblasti, matrice extracellulare e componenti fondamentali della struttura della pelle. Le evidenze disponibili indicano che i polinucleotidi possano contribuire a creare un ambiente favorevole al rimodellamento tissutale, all’idratazione profonda e alla funzione dei fibroblasti. Il risultato che ci interessa non è quindi necessariamente una trasformazione immediata del volto, è una pelle che progressivamente apparirà più compatta, elastica, idratata e uniforme. È proprio questo uno degli aspetti più interessanti della bioristrutturazione, non cambiare viso, ma migliorare la pelle che abbiamo”.
PNDR e creme: qual è davvero la differenza?
“Sono complementari ed entrano in sinergia. Immaginiamo la pelle come una casa: la crema è un po’ come occuparsi della facciata, proteggerla, migliorarne l’aspetto, sostenerne la barriera, mentre il trattamento iniettivo lavora all’interno”.
Cosa può fare in concreto una buona skincare?
“Una skincare formulata correttamente può sostenere la funzione della barriera cutanea, contribuire a migliorare texture e luminosità, proteggere dagli stress ambientali e soprattutto mantenere nel tempo i risultati ottenuti con trattamenti professionali di medicina estetica. La skincare, insomma, non va mandata in pensione perché esistono i polinucleotidi, anzi! La crema resta la compagna quotidiana, mentre il trattamento estetico è un protocollo medico personalizzato più mirato e professionale che va eseguito periodicamente”.
E cosa possiamo aspettarci in concreto dai polinucleotidi iniettati?
“Le evidenze disponibili indicano un miglioramento di texture e qualità cutanea, elasticità, idratazione, luminosità e attenuazione delle piccole rughe. Alcuni studi hanno osservato miglioramenti anche in aree come collo, décolleté e mani”.
Quindi… Meglio la crema o i polinucleotidi iniettati? Abbiamo capito, la domanda è un po’ come chiedere: Meglio andare in palestra o mangiare bene? La conclusione è questa: creme e polinucleotidi non sono concorrenti, sono strumenti differenti, con modalità di somministrazione, obiettivi e livelli di evidenza differenti. Ed entrano in sinergia.