Lavoro: la bellezza paga?

Lavoro: la bellezza paga?

Professione, lavoro, carriera: i belli hanno più chance degli altri? La risposta è Sì. La bellezza paga. La bellezza conta. La bellezza è una marcia in più. Non è un luogo comune, semplicemente una realtà imprescindibile. Se la tendenza sia etica o discriminante, poco importa. Numerosi studi hanno dimostrato che apre le porte al successo, e non si tratta solo di un requisito fondamentale per chi lavora nello spettacolo, nel cinema o nel fashion system, ma di un “plus” fra i più potenti al mondo: un aspetto gradevole e curato è un badge per tutti i tipi di lavoro.

Uno studio condotto da Daniel Hamermesh, docente di economia all’Università di Austin in Texas, dimostra la connessione fra bellezza e dinamiche economiche: le persone attraenti hanno più successo, una maggiore probabilità di fare carriera, una maggiore possibilità di ricoprire ruoli dirigenziali. Il sociologo Jean Francois Amadieu non ha dubbi, prestanza fisica e lavoro sono strettamente correlati: durante una selezione, di fronte a curriculum simili, la candidatura di una persona di bell’aspetto ottiene il doppio dei consensi rispetto a quella di una persona meno attraente. Anche Timothy Judge, docente Americano, rafforza questa opinione, asserendo che la bellezza innalza l’autostima e catalizza l’attenzione.

Un fattore di competitività, un criterio di assunzione, un parametro di selezione. A volte anche un ostacolo, però. Altri studi dimostrano infatti il contrario: una donna molto avvenente a volte deve faticare più di un uomo per dimostrare il suo valore, fa ingelosire le colleghe, è invidiata dai colleghi, è vittima di pregiudizi, è oggetto di attenzioni diverse da quelle professionali, è considerata una minaccia dalle selezionatrici. Ma se la bellezza, in qualche caso, può trasformarsi in handicap, resta comunque una chiave che può aprire molte porte.

– Un bel viso, un bel sorriso, un bel corpo. Sono queste le parole chiave per fare carriera?

Dottoressa Maria Stella Tarico, chirurgo plastico: “Nel suo libro “Beauty pays”, Hamermesh elenca tutti i vantaggi dell’essere attraenti. Spiega e dimostra che per i belli è più facile trovare lavoro, che sono pagati di più, persino come per loro sia più facile ottenere prestiti. Una persona di bell’aspetto viene percepita come più ambiziosa, più gradevole, più dotata, con maggiori aspettative professionali e obiettivi più gratificanti. Il mio parere è che la bellezza avrà anche un indiscutibile valore economico, basta non puntare tutto su di essa. È innegabile, accresce la qualità della vita, l’influenza, il prestigio, e può fare la differenza nel privato come nel lavoro, ma non è un punto di arrivo”.

– Ma quanto conta in realtà la bellezza ai fini lavorativi?

“La bellezza aiuta, ed è tutt’altro che futile. Ma per avere successo non basta lasciar parlare la propria immagine, è necessario rafforzare e personalizzare la conoscenza, l’esperienza, la creatività, la sensibilità, la personalità, il carisma. Per quanto affascinanti, le persone dotate di bellezza devono essere degli ottimi brand ambassador di se stessi, e possono diventarlo grazie all’identità e all’autenticità. Bellezza non vuol dire solo curve perfette, sorrisi smaglianti e pelle luminosa, ma anche fiducia in se stessi, autostima, sicurezza, determinazione. La cosa più importante è sentirsi meravigliosi ”.

Il mondo è dei belli? Forse… ma certamente è di chi si ama e sa prendersi cura di sé.