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Longevity e omocisteina: quel valore nel sangue che è importante conoscere

C’è un valore nel sangue di cui si parla molto meno del colesterolo, ma che può raccontarci qualcosa sul nostro metabolismo, sai qual è? Si chiama omocisteina. Scopri quali sono i valori normali, quali esami associare e perché un valore elevato va sempre interpretato dal medico.

Fai regolarmente le analisi? Bene. Ma sei sicuro di controllare tutto ciò che serve?

C’è un momento nella vita in cui il check-up smette di essere semplicemente: Colesterolo? Bene. Glicemia? Bene. Ci vediamo l’anno prossimo. Perché invecchiare bene non significa solo arrivare a superare gli 80, significa arrivarci con più autonomia possibile, una buona salute cardiovascolare, una buona funzionalità cognitiva, energia e qualità della vita. E qui entra in scena un personaggio che spesso rimane dietro le quinte: l’omocisteina. Non è famosa come il colesterolo, non ha il fascino mediatico del NAD+ e non è la protagonista di una serie Netflix, eppure è un parametro che può raccontarci qualcosa di interessante sul modo in cui il nostro organismo gestisce alcuni nutrienti e alcune reazioni metaboliche, e nel check-up della longevità ha un ruolo importante. Ne parliamo con la dottoressa Maria Stella Tarico.

Che cos’è l’omocisteina?

“L’omocisteina è un aminoacido prodotto naturalmente dal metabolismo della metionina, un altro aminoacido introdotto con l’alimentazione. Il nostro organismo la metabolizza attraverso diverse vie biochimiche, e per farlo utilizza, tra gli altri, folati (vitamina B9), vitamina B12 e vitamina B6. Quando uno di questi meccanismi non funziona correttamente, l’omocisteina può aumentare nel sangue, e un valore elevato può essere un campanello d’allarme”.

Omocisteina alta, cosa può significare?

“Un aumento dell’omocisteina può essere associato a diverse condizioni, come carenza di vitamina B12, carenza di folati, alterazioni del metabolismo, ipotiroidismo, età che avanza, fumo, terapie farmacologiche. Questo significa una cosa importante, un’omocisteina alta non è una diagnosi, è un segnale da interpretare”.

Quali sono i valori normali di omocisteina?

“Non esiste un unico valore universale valido per tutte le età e tutte le situazioni cliniche, anche se in genere nei laboratori viene utilizzato come riferimento un intervallo intorno a 5-15 µmol/L”.

Perché interessa alla medicina della longevità?

“Perché un valore elevato è associato a un aumento del rischio cardiovascolare, a un aumento dello stato infiammatorio o ad alterazioni metaboliche. Quando l’omocisteina risulta elevata, può essere ragionevole valutare il quadro nutrizionale e metabolico nel suo insieme. In caso di sospetto deficit di vitamina B12, per esempio, le linee guida NICE indicano che l’omocisteina può contribuire all’interpretazione diagnostica, tenendo conto anche di altri fattori, come una possibile carenza di folati”.

Quali esami controllare insieme all’omocisteina?

“A seconda della situazione clinica, il medico può valutare insieme la vitamina B12, i folati, la vitamina B6, l’acido metilmalonico, la funzione renale, la tiroide e il profilo cardiovascolare”.

Quindi l’omocisteina è un po’ un test della longevità?

“No. È un biomarcatore che può fornire informazioni utili in determinati contesti, ma non può prevedere da solo quanto a lungo vivrà una persona. La longevità deve essere valutata attraverso un insieme di fattori clinici, metabolici, cardiovascolari e comportamentali”.

Quindi l’omocisteina non sarà il nuovo numero magico della longevità, ma un biomarcatore che può aggiungere informazioni al quadro metabolico e vascolare. Controlliamola, perché il vero obiettivo della medicina della longevità non è solo vivere più a lungo, è arrivare più avanti nel tempo continuando a vivere bene.