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È fra i più richiesti dalle celeb: polinucleotidi, il trattamento viso diventato virale come “sperma di salmone”

Non è un filler, non è botox, eppure è sempre più richiesto! Dietro il nome più curioso della medicina estetica si nasconde una delle tecnologie più intelligenti per la qualità della pelle: i polinucleotidi altamente purificati, i mattoni del DNA, che svolgono diverse azioni biologiche. Ne parliamo con la dottoressa Maria Stella Tarico.

Se pensi che sia una moda virale, ti sbagli: polinucleotidi (noti anche come PDRN), il trattamento viso per un booster di idratazione e giovinezza

Salmon sperm facial… C’è chi lo ha ribattezzato il trattamento più strano dell’anno, chi sorride leggendo il nome, chi sgrana gli occhi e pensa: “no grazie”. Ma c’è anche chi, dopo averlo provato e aver visto una pelle più luminosa, fresca e compatta, lo rifà. Eh sì perché dietro uno dei nomi più curiosi diventati virali sui social si nasconde una tecnologia che in medicina rigenerativa viene studiata da molti anni. La verità è che il famoso “sperma di salmone” non viene mai iniettato nella pelle! Vengono utilizzati polinucleotidi altamente purificati, molecole biologiche capaci di creare un ambiente favorevole alla rigenerazione cutanea. E se il nome può lasciare perplessi, la scienza racconta una storia diversa.

Le star lo fanno davvero? Negli ultimi mesi il trattamento è diventato virale dopo numerosi articoli pubblicati dalla stampa internazionale, e alcuni media hanno dichiarato che celebrità come Kim Kardashian, Kris Jenner e Jennifer Aniston abbiano provato il trattamento. Ma cosa viene davvero iniettato nella pelle? Ne parliamo con la dottoressa Maria Stella Tarico, chirurgo plastico specialista e master in medicina estetica.

“Il trattamento non consiste nell’iniettare “sperma di salmone”. Questa è una semplificazione diventata virale sui social. In medicina estetica vengono utilizzati polinucleotidi, generalmente ottenuti dal DNA delle gonadi del salmone o della trota attraverso processi di purificazione farmaceutica. Il prodotto finale non contiene sperma, né cellule vive, né materiale riproduttivo”. 

Cos’è realmente il trattamento ai polinucleotidi?

“I polinucleotidi sono lunghe catene di nucleotidi, i “mattoni” del DNA. In medicina estetica vengono purificati attraverso processi farmaceutici che eliminano proteine e componenti biologiche indesiderate, ottenendo un prodotto altamente biocompatibile. Tra i più studiati troviamo il PDRN (Polydeoxyribonucleotide), impiegato da anni anche in medicina rigenerativa. Una volta iniettati nel derma, i polinucleotidi non riempiono i tessuti come un filler e non rilassano i muscoli come il botox. Il loro obiettivo è diverso: creare le condizioni affinché la pelle possa rigenerarsi meglio”.

Perché tutti parlano di sperma di salmone?

“Il termine nasce da una semplificazione mediatica. Diventa una sostanza completamente diversa dal materiale biologico di origine. Dire “sperma di salmone” fa sicuramente clic, dire polinucleotidi altamente purificati è decisamente meno virale, ma molto più corretto”.

Come funzionano i poliucleotidi?

“Una volta iniettati nel derma, svolgono diverse azioni biologiche: stimolano i fibroblasti, le cellule responsabili della produzione di collagene ed elastina che con l’età diventano meno efficienti, creando un ambiente biologico più favorevole alla loro attività, favoriscono la rigenerazione cutanea, e diversi studi suggeriscono che il PDRN può attivare recettori adenosinici A2A coinvolti nei processi di riparazione tissutale e nella modulazione delle infiammazioni (ed è per questo motivo che il trattamento viene utilizzato anche in altri ambiti della medicina rigenerativa), migliorano l’idratazione della pelle, perché possiedono un’elevata capacità di legare acqua, e la pelle appare più idratata, elastica e luminosa, e combattono inoltre lo stress ossidativo, perché contribuiscono a creare un ambiente più favorevole contro i radicali liberi, uno dei principali responsabili dell’invecchiamento cutaneo”.

Su quali aree corporee può essere utilizzato il trattamento ai polinucleotidi?

“Uno dei vantaggi è proprio la sua versatilità. Viene impiegato principalmente su viso, collo, décolleté e contorno occhi, ma può essere utilizzato anche su mani, braccia, addome, interno cosce, ginocchia, aree con pelle sottile o foto-danneggiata e su alcuni tipi di cicatrice, secondo valutazione medica”.

Quali risultati si possono ottenere?

“Con il passare delle settimane molti pazienti osservano pelle più luminosa, maggiore elasticità, texture più uniforme, idratazione, migliore qualità cutanea e pelle visibilmente più sana. Il miglioramento è progressivo perché dipende dai tempi biologici della rigenerazione”.

Cosa non fa?

“Qui nasce spesso un po’ di confusione: i polinucleotidi non sono un filler e non aumentano i volumi, non sostituiscono un lifting, non eliminano una severa lassità cutanea, non cancellano rughe profonde in una sola seduta e non rilassano la contrazione muscolare come il botox. Il loro punto di forza è migliorare la qualità della pelle, e le evidenze scientifiche sono molto incoraggianti, è uno strumento con solide basi biologiche e un crescente supporto scientifico quando utilizzato su pazienti selezionati e da medici esperti”.

A chi è consigliato?

“È indicato per chi desidera prevenire l’invecchiamento cutaneo, trattare il foto-invecchiamento, esaltare la luminosità dell’incarnato e supportare il recupero della pelle dopo alcune procedure mediche”.

Ok, quindi dietro il nome più discusso della medicina estetica non c’è alcuna stranezza, ma una tecnologia sviluppata per aiutare la pelle a rigenerarsi. E il vero protagonista non è il salmone, è la capacità della nostra pelle di ritrovare equilibrio, elasticità e splendore quando viene stimolata nel modo corretto.