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Resurfacing viso con laser CO₂ frazionato: quando la pelle cambia davvero

Se pensi che il laser CO₂ frazionato serva solo a cancellare le rughe, ti sbagli: il cambiamento più evidente è quello che avviene alla qualità della tua pelle. È un trattamento che utilizza l’energia laser e stimola un processo controllato di riparazione e rimodellamento dei tessuti.

Laser CO₂ frazionato, non solo rughe!

Arriva un bel giorno in cui guardi la tua pelle e pensi: Ma quando è successo tutto questo? La risposta, purtroppo, non è ieri. È il risultato di anni di sole, espressioni facciali, cambiamenti ormonali, stress, fumo, inquinamento, acne, cicatrici e naturale processo di invecchiamento cutaneo. E no, un siero miracoloso non può sempre risolvere tutto, perché quando la qualità della pelle è cambiata in profondità, anche la strategia deve cambiare. Il resurfacing viso con laser CO₂ frazionato è un trattamento che utilizza l’energia laser, ma invece di colpire tutta la pelle emette la luce in microscopiche colonne (o spot) lasciando isole di tessuto intatto tra un microforo e un altro, favorendo così il processo di guarigione rispetto alle tecniche ablative tradizionali full-field. Ne parliamo con la dottoressa Maria Stella Tarico.

Resurfacing viso con laser CO₂ frazionato, a chi è dedicato il trattamento?

“Quando si parla di laser CO₂ frazionato spesso si pensa subito alle rughe. Ed è vero, la sua azione sulle rughe è molto efficace. Ma la qualità cutanea è molto più di una ruga. La pelle può apparire ruvida, spenta, irregolare, segnata dal foto-invecchiamento, caratterizzata da pori evidenti, con cicatrici atrofiche da acne, con alterazioni della texture, non uniforme nel colore. Il resurfacing frazionato può essere utilizzato proprio per intervenire su questi inestetismi. La letteratura clinica descrive sì miglioramenti sulle rughe, ma anche sulla texture e su diverse alterazioni della pigmentazione. Inoltre il laser CO₂ frazionato è stato a lungo studiato nel trattamento delle cicatrici da acne. Il cambiamento può essere visibile dopo il trattamento, ma è anche progressivo: questo stimolo profondo attiva i processi di autoriparazione della pelle, inducendo un’intensa produzione di nuovo collagene, elastina e acido ialuronico. Quindi una delle caratteristiche più interessanti del resurfacing CO₂ è che il risultato non coincide necessariamente con quello che si vede nei primi giorni: dopo il trattamento la pelle attraversa una fase di recupero, poi inizia un profondo processo di rimodellamento che interviene sulla superficie e sulla struttura, rendendola progressivamente più uniforme, compatta e regolare”.

Qual è il periodo migliore dell’anno per sottoporsi al laser CO₂ frazionato?

“In generale, il resurfacing frazionato viene programmato preferibilmente in periodi in cui sia più facile evitare l’esposizione solare. Il sole aumenta il rischio di alterazioni della pigmentazione durante il periodo di recupero. Il consenso degli esperti sottolinea infatti l’importanza di evitare i raggi UV e di utilizzare una rigorosa fotoprotezione per prevenire iperpigmentazioni post-infiammatorie. Per questo, nella pratica, autunno e inverno sono periodi particolarmente comodi per sottoporsi al laser CO₂ frazionato”.

E dopo il trattamento?

“La fase post trattamento è parte fondamentale del risultato. Possono comparire rossore, edema, sensazione di calore, desquamazione e una maggiore sensibilità della pelle, e la durata dipende dall’intensità del trattamento e dai parametri utilizzati. Il percorso comprende una detersione delicata evitando sfregamenti e scrub, idratazione e protezione della barriera cutanea (il medico può indicare prodotti specifici protettivi in base alla profondità del trattamento), attenzione agli attivi cosmetici(retinolo, acidi, esfolianti e altri attivi potenzialmente irritanti non devono essere ripresi autonomamente subito dopo aver fatto il laser) e soprattutto niente sole! La protezione deve essere rigorosa e personalizzata dal medico”.

Quali sono le aree del viso su cui può essere eseguito il trattamento?

“Può essere eseguito su tutto il viso o su aree specifiche, in modo mirato, come contorno labbra per ridurre le rughe periorali (codice a barre), contorno occhi per attenuare le rughe perioculari (zampe di gallina) e rimodellare la pelle sottile di quest’area, guance, zigomi, naso e mento per migliorare la texture e i pori dilatati, fronte per distendere le rughe d’espressione, esiti cicatriziali da acne”.

Quindi l’obiettivo del trattamento non è semplicemente Voglio togliere una ruga, ma Desidero migliorare la qualità complessiva della mia pelle. Certo bisogna accettare una cosa: il risultato finale non è immediato e il recupero fa parte del trattamento. Quindi non è il classico protocollo da pausa pranzo, e il risultato dipende da moltissimi fattori: condizioni di partenza, fototipo, età, indicazione, parametri utilizzati, numero di sedute e capacità individuale di guarigione. Per questo il trattamento non dovrebbe essere standardizzato allo stesso modo per tutti, ma personalizzato dopo un’approfondita valutazione medica.