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Gambe: capillari e varici, come eliminarli?

Autunno 2021: (s)vesti le gambe con classe! Ecco i must da non perdere: cappotto mini con le frange, mini abito in maglia, minigonna pied de poule più stivaletti, shorts più chunky boots a metà polpaccio… Quest’anno le gambe si scoprono! Gambe, femminile, plurale. E parliamo anche di quelle donne che non sono più delle teen agers, ma che cedono alla tentazione di mostrarle. E perché mai le gambe dovrebbero uscire di scena? La libertà è uno stato mentale che passa anche per una miniskirt. E scoppia l’eterno dibattito: calze coprenti per nascondere elegantemente le imperfezioni, o velate sotto i 10 den per un effetto trasparente, o ancora (come le portano fashion lovers e it girls) nude come mamma le ha fatte? Senza veli, senza inganni. Certo avere delle belle gambe è il desiderio di tutte: lunghe, sode, dritte, affusolate, senza un grammo di cellulite e… con la pelle liscia e uniforme. Ma cosa sono quegli antiestetici capillari rotti? La fragilità capillare sugli arti inferiori è un problema estetico molto sentito, e può provocare un forte disagio nello scoprire le gambe, condizionando l’autostima e i comportamenti sociali. Un disturbo molto frequente, anche su gambe giovani e belle. Il termine medico è Teleangectasie, e moltissime donne, già in giovane età, ne sono affette. Si manifestano con la comparsa di macchie emorragiche, evidenti e ramificate: un problema di carattere estetico, ma spesso anche una malformazione vascolare e linfatica, caratterizzata da dolore, gonfiore, bruciore, crampi notturni. Ne parliamo con la dottoressa Maria Stella Tarico, chirurgo plastico:

“I capillari possono evidenziarsi in qualunque area delle gambe, anche con estese ramificazioni molto simili a ragnatele, ma in genere sono localizzati nell’area della coscia, del ginocchio e della caviglia. Possono essere isolati o associati a insufficienza venosa, e fra i fattori di rischio più diffusi abbiamo la familiarità, l’età avanzata, gli squilibri ormonali, la gravidanza, l’obesità o la sedentarietà. Anche un’eccessiva esposizione al sole, un trauma o una lesione, l’alcolismo o la cellulite sono possibili cause. I vasi sanguigni sotto la cute si dilatano, diventano progressivamente visibili e assumono una colorazione rossa, blu o violacea, e a volte possono causare sintomi come bruciore o dolore alle gambe, gonfiore, senso di pesantezza o lieve sanguinamento”.

– Quali sono le terapie disponibili?

“ Il disturbo può essere trattato con la laserterapia o con la terapia sclerosante, che non richiedono anestesia e vengono eseguite in regime ambulatoriale. La Scleroterapia, in particolare, è indicata quando i capillari hanno un diametro superiore a 1,5 millimetri, ed è efficace, sicura, mini invasiva e ben tollerata dal paziente: consiste nell’iniettare una soluzione sclerosante all’interno dei vasi malformati, provocandone l’occlusione. Il flusso sanguigno imboccherà così vie alternative”.

– Come si svolge la seduta?

“ Dopo un accurato esame obiettivo, durante il quale il medico valuta lo stato di salute del paziente e analizza le vene da trattare, sarà possibile sottoporsi alla seduta, che durerà meno di un’ora. Il paziente resterà sdraiato su un comodo lettino, e le iniezioni verranno eseguite con aghi molto sottili, adatti anche ai più piccoli vasi sanguigni. La soluzione agirà chiudendo il vaso malformato, provocandone lo schiarimento e infine la scomparsa. In ogni caso la circolazione non ne risentirà e continuerà a svolgere le normali funzioni. Infine seguirà un massaggio dell’area trattata, e dopo un breve monitoraggio il paziente potrà tornare alle sue attività. I risultati della terapia sclerosante saranno apprezzabili dopo circa 3 settimane”.

– Quante sedute occorrono? 

“Questo è un fattore molto soggettivo, come il numero di iniezioni. In genere occorrono più sedute intervallate da una pausa di circa un mese. Un intervallo necessario per consentire all’organismo di ripristinare un corretto drenaggio”.