Acido ialuronico: per quali zone serve?

Acido ialuronico: per quali zone serve?

Chiave di volta. Un elemento fondamentale. In architettura è una pietra lavorata a mano a forma di cuneo, ed è posta al vertice di un arco o di una volta per sostenere la struttura. Senza di essa, il crollo. La inventarono gli etruschi, e gli antichi romani ne appresero la tecnica e la utilizzarono per costruire le loro opere più importanti. Oggi è di scena un elisir talentuoso che in senso metaforico ha la stessa funzione di una pietra ad angolo, considerato l’ampolla della giovinezza da un’intera generazione: l’acido ialuronico e la sua funzione architettonica, destinata a nutrire l’epidermide e a sostenere i tessuti, rimpolpandoli dall’interno.

È uno dei principali componenti del tessuto connettivo, una sostanza naturalmente presente nel nostro corpo, ed in particolare a livello delle articolazioni, degli occhi e del tessuto epiteliale, e svolge molteplici ruoli per il mantenimento del nostro benessere. Una molecola fra le più grandi del nostro organismo, con una struttura chimica che le consente di essere altamente idrosolubile e di inglobare a sé grandi quantità di acqua.

Idratare i tessuti, mantenere la pelle morbida, compatta, levigata ed elastica: la sua funzione è quella di fare da impalcatura. Ma come ha fatto ad aver conquistato in così pochi anni, oltre a schiere di pazienti, un consenso globale che la riconosce come una sostanza benefica e priva di controindicazioni?

Dottoressa Maria Stella Tarico, chirurgo estetico specializzato: “Ormai tutti hanno sentito parlare almeno una volta di acido ialuronico. Si tratta di una sostanza che il nostro stesso organismo produce e per questo biocompatibile, ovvero non comporta reazioni allergiche. E’ del tutto riassorbibile, e svanito l’effetto è possibile ripetere il trattamento per il mantenimento del risultato.
Svolge un’azione volumizzante, e per questo è indicato per riempire aree svuotate e solchi tra cui rughe e cicatrici, coniugando la bellezza con la salute della pelle. Con l’invecchiamento l’acido ialuronico si danneggia e si degrada, e quando i fenomeni di ossidazione e disidratazione cominciano ad alterare la luminosità del derma è possibile reintegrarlo, per rimpolpare il viso, per cancellare le rughe, per disattivare la degradazione delle cellule e rallentare l’invecchiamento cutaneo, stimolando la produzione dei captatori d’acqua negli strati più profondi. Basta poco per correggere un difetto: una semplice punturina indolore, che permette di ottenere un risultato naturale”.

– Quali sono le principali aree corporee di impiego in Medicina Estetica?

“È maggiormente impiegato per:

– riempimento labbra
– riempimento degli zigomi e della linea mandibolare
– riempimento rughe (in particolare dell’area medio-bassa del viso)
– correzione inestetismi del naso (es. riempimento della curva data dal gibbo nasale)
– riempimento glutei
– biorivitalizzazione della pelle

Si tratta di un prodotto che oggi scopre nuove formule potenziate, specifiche e differenziate, studiate per le esigenze particolari di ogni donna in relazione alla loro età, per ogni area da trattare, per ogni elemento estetico. Grazie alle nuove formulazioni oggi si ottengono risultati sempre più duraturi e più naturali, paragonabili a quelli della chirurgia”.

Sul red carpet dei più amati trattamenti estetici trionfa così il filler mood. Non un trend, non una moda, ma qualcosa che prende forma all’interno dell’epidermide, che connette tessuti ed emozioni, che ridisegna forme, volumi e nuovi destini. L’acido ialuronico è così, ecclettico, multiforme, contemporaneo, cosmopolita.