Intervento chirurgico e cicatrici. Come migliorarne l’aspetto?

Intervento chirurgico e cicatrici. Come migliorarne l’aspetto?

Passano il tempo, le mode ed i canoni estetici, eppure quell’indumento molto intimo e assolutamente personale resta un must have dell’abbigliamento sia maschile che femminile: una pelle sana, dalla texture omogenea, liscia e compatta. Strumento per accendere il desiderio, ma anche simbolo di salute e bellezza, il derma è un outfit che portiamo dalla nascita, parla di noi e ci racconta. E a volte racconta una storia solcata da una ferita profonda.

Cicatrici… I bambini le esibiscono come medaglie, le anime più forti ne sono cosparse, ma i pazienti che le mostrano sul corpo dopo un intervento chirurgico provano spesso disagio. Fra le F.A.Q. poste più frequentemente (dall’inglese Frequently Asked Questions) in chirurgia estetica, i pazienti chiedono infatti “l’intervento comporta delle cicatrici?” E la risposa è quasi sempre sì. E se uno dei maggiori obiettivi del chirurgo plastico è quello di eseguire incisioni ad arte finalizzate a nascondere le future cicatrici, la verità è che tutti gli interventi che prevedono incisioni comportano cicatrici.

Solchi, tracce, orme di ricordi e impronte di memoria. Le cicatrici post-operatorie sono esiti indesiderati, inestetismi che non passano inosservati. Dopo un intervento estetico la cute suturata avvia un complesso fenomeno biologico naturale di riparazione, e nel processo di cicatrizzazione produce alterazioni e tessuti fibrosi a volte troppo evidenti. Quei segni sulla pelle, però, non sono indelebili. Abbiamo chiesto alla dottoressa Maria Stella Tarico, chirurgo estetico specializzato, come migliorarne l’aspetto.

Dr. Tarico: “ Ci sono due ordini di fattori che possono rendere brutta una cicatrice: la tecnica con cui viene effettuata la sutura e le modalità con cui l’organismo produce il tessuto cicatriziale. Quando vengono applicati dei punti grossolani, la cicatrice si presenta con l’aspetto a cerniera lampo, cioè con una linea che corrisponde all’incisione, e con tanti trattini perpendicolari che corrispondono ai segni lasciati dai punti. Inoltre questa può presentarsi depressa quando vi è la mancanza di suture che avvicinano i margini del grasso sottocutaneo, o con margini non corrispondenti fra loro. Questi difetti di sutura possono essere corretti eliminando la vecchia cicatrice e ri-suturando con una tecnica corretta”. Modificarne forma, larghezza e posizione, o diminuirne la tensione oggi è possibile. Ma se la chirurgia può dare esiti soddisfacenti, il processo di guarigione non è uguale per tutti. La riparazione cicatriziale è diversa da paziente a paziente, è influenzata da diversi fattori e può variare in maniera rilevante. Dr. Tarico: “Le modalità di cicatrizzazione non sono attribuibili all’intervento del chirurgo, in quanto l’organismo può produrre più tessuto cicatriziale del dovuto, dando vita a una cicatrice ipertrofica, o, al contrario, produrne meno, generando una cicatrice ipotrofica. Anche in questi casi è possibile ottenere un miglioramento procedendo all’asportazione della vecchia cicatrice e procedere ad una nuova sutura, applicando, all’occorrenza, delle apposite medicazioni in silicone. In ogni caso non è possibile garantire al paziente la perfetta invisibilità di una cicatrice che, al di là della tecnica, dipende da fattori biologici. Sarà l’astuzia del chirurgo che ne permetterà il minor impatto visivo nascondendola in zone nascoste o camuffandola fra le pieghe cutanee”.

– La terapia per le cicatrici è solo l’asportazione chirurgica?

Dr. Tarico: “Altra terapia efficace a produrre una riduzione discromica, strutturale e di spessore della cicatrice è quella del silicone. Massaggiare le cicatrici per almeno due mesi con creme a base di silicone aumenta l’idratazione, favorisce la produzione dei fibroblasti e riduce la produzione di collagene, determinando una cicatrice più morbida e piatta e consentendo la traspirazione della cute. La soluzione non chirurgica più accreditata di una problematica cicatriziale resta comunque quella di un trattamento Dye laser. Grazie ai nuovi gold standard dermatologici, i nuovi protocolli clinici del Dye Laser consentono di trattare una vasta casistica di inestetismi e patologie della pelle, fra cui le cicatrici post-chirurgiche, con risultati straordinari”.

Quante storie può raccontare il Dye laser! Un grande amico capace di supportare la pelle in ogni inestetismo e favorire una rigenerazione profonda. E se una cicatrice non può essere totalmente cancellata, può sparire alla vista grazie al trattamento degli esiti discromici e all’azione levigante, rigenerante e depigmentante del laser.

Chiunque abbia mai amato porta una cicatrice, scriveva il poeta francese Alfred de Musset… e chiunque abbia mai affrontato un intervento chirurgico idem. Ma una cicatrice può essere migliorata negli esiti, intervenendo nei tempi giusti e nelle opportune modalità.