Mastoplastica additiva e contrattura capsulare: diagnosi, prevenzione, soluzione

Mastoplastica additiva e contrattura capsulare: diagnosi, prevenzione, soluzione

Scollature strategiche… l’immagine della sensualità propone modelli e stereotipi che incorniciano ampie qualità. Che le donne formose, con un seno armonioso e pieno di promesse, siano sexy nell’immaginario collettivo e nelle diverse culture, non è una novità. Ed oggi più che mai, i segnali della bellezza curvy ci sono tutti: i canoni estetici attuali prevedono un pronunciato ed evidenziato décolleté, che ami mostrarsi con generosità. La “curvy revolution”, e in particolare l’aumento del volume del seno, ha inizio in Europa diversi anni fa. È la fine dell’Ottocento quando il fondatore della Mastoplastica additiva, il dottore viennese Robert Gersuny, mette in scena il primo aumento sostanziale di volume, promuovendo per primo l’uso di iniezioni di paraffina. Fu proprio il suo arcaico intervento a dare inizio all’eziologia del fenomeno, alla sedimentazione di precisi modelli di bellezza, al desiderio di cambiamento. Ed anche all’evoluzione dell’industria estetica del seno, che oggi punta principalmente alla sicurezza. A distanza di decenni, la curvy revolution riconferma il suo irresistibile appeale. Seni che mostrano i più svariati inestetismi si trasformano in curve gioiose, prorompenti, in armi di seduzione, con la loro grazia materna e la loro carica erotica. Artefici della trasformazione, evolute tecniche chirurgiche e dinamici Labs di nuova generazione, che producono impianti mammari in gel di silicone rivestiti con poliuretano. Protesi ad alta tecnologia, con elevati standard qualitativi e severissime approvazioni, involucri ad alta prestazione, con tassi di rottura post impianto e contrattura capsulare a bassissimi livelli. Ma quando si affronta un intervento di Mastoplastica additiva, è possibile che una percentuale di donne, seppur minima, cioè intorno al 4/8%, possa avere delle complicazioni a distanza di mesi. La più importante è la contrattura capsulare. La Dr. Maria Stella Tarico ci spiega cos’è, e cosa fare nel caso dovesse succedere:

“Dopo un intervento di Mastoplastica additiva, intorno alla protesi si forma spontaneamente del tessuto nuovo, che la riveste come una sorta di capsula protettiva. Tutto ciò è assolutamente normale. Ma quando questo rivestimento aumenta esponenzialmente, provoca la cosiddetta contrattura capsulare, che può essere classificata, a seconda della gravità, in quattro gradi: Baker Grado 1, situazione normale con formazione naturale della capsula protettiva. Il seno risulta morbido, e il processo non causa alcuna sintomatologia. Baker Grado 2, la forma del seno rimane immutata, ma il seno comincia a diventare più duro. È meno mobile, ma sembra naturale. Baker Grado 3, il seno comincia a mutare, a sembrare innaturale nella forma, ed è immobile. Baker Grado 4, il seno ha una forma innaturale, ed oltre ad essere immobile è duro e provoca dolore.”

Quindi avere una sintomatologia di durezza o di dolore dell’impianto è da considerarsi patologico, ed anche se è possibile affermare che le donne sottoposte a Mastoplastica additiva con impianti mammari di ultima generazione hanno un bassissimo rischio di contrattura capsulare a lungo termine, non è possibile escluderne in modo assoluto la comparsa. Qual è la terapia risolutiva?

“Appena si avvertono gli specifici sintomi prima descritti, partendo dal grado 2, è bene farsi visitare dal chirurgo di fiducia per accertarsi della diagnosi, e per stabilire insieme quale sia la soluzione ottimale. In alcuni casi la terapia è di tipo chirurgico: quella di maggior successo è la Capsulectomia, che consiste nel rimuovere il tessuto fibrotico in eccesso”.

Ma come prevenire la contrattura capsulare?

“Per ridurre il pericolo di incorrere nella contrattura capsulare ci sono alcune accortezze da seguire. Tra le più efficaci, quella di posizionare l’impianto a livello sottomuscolare, e l’assunzione di alcuni farmaci che possano scongiurare il problema”.

Se il fascino di curve generose incanta, la prevenzione evita le complicanze, la scelta di un buon chirurgo specializzato riduce l’incidenza di contrattura capsulare, la Capsulectomia risolve il problema. A tutto c’è rimedio!