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Nei & nei. Il chirurgo plastico Maria Stella Tarico ci spiega quando insospettirsi

Moda, tendenza, glamour. Ecco a voi le donne più sofisticate del mondo: sul grande schermo come in passerella, nella musica come nel burlesque, trionfano quelle ragazze che usano i nei come punto di forza e come arma di bellezza. Tutti i nei delle star… A comandare questo esercito il premio oscar Natalie Portman, che li porta con eleganza sulle guance così come Eva Mendez, mentre la top model degli anni 90 Cindy Crawford ne indossa uno iconico sul labbro, come Kate Upton.

Nel corso degli anni il neo è diventato un simbolo di seduzione. E se quello finto di Marilyn è passato alla storia e quello naturale sul mento di Sarah Jessica Parker è stato rimosso, c’è pure chi se lo fa tatuare, come Dita Von Teese, chi lo disegna con il make up, chi usa photoshop per cancellarlo e chi lo considera un’imperfezione. I nevi, più comunemente nei, sono in realtà lesioni pigmentate dovute ad un anomalo sviluppo delle cellule neviche, i melanociti. A volte congeniti, cioè presenti fin dalla nascita, nella maggior parte dei casi compaiono spontaneamente: macchie circoscritte, piane o in rilievo rispetto alla cute, di forma ovale o tonda. Possono presentare diversi gradi di pigmentazione, essere di diverse dimensioni e vengono classificati in base ai loro caratteri clinici. Ma quando un neo può essere pericoloso?

Dottoressa Maria Stella Tarico, chirurgo plastico: “La natura di queste lesioni pigmentate è di solito benigna, ma quando i nevi non ci sembrano più belli come in precedenza, è meglio farli visitare. Sebbene benigni, meritano una maggiore attenzione, perché le persone con nevi atipici sono a maggior rischio di melanoma, un pericoloso cancro della pelle: un nevo che si trasforma ed evolve in senso neoplastico a causa di una proliferazione incontrollata di melanociti. Per questo motivo è sempre bene controllare, specie se cambiano nell’aspetto (alterazioni rapide e progressive) o insorgono e si sviluppano velocemente, per una corretta pratica di prevenzione. Presso il nostro studio medico eseguiamo un accurato controllo dermatologico delle macchie pigmentate”.

– Ci sono soggetti più a rischio?

“ Certamente, per le seguenti motivazioni:

La familiarità: la tendenza a sviluppare un nevo atipico può essere ereditaria. Quei pazienti con nevi atipici e anamnesi familiare di melanoma devono sottoporsi regolarmente ai controlli, perché sono a rischio aumentato.

La quantità di nevi presenti sulla pelle: il rischio di sviluppare un melanoma dipende dal numero totale dei nevi presenti sul corpo.

Dimensioni in aumento: un accrescimento in larghezza, specie se superiore a 6 mm di diametro, e in spessore, quando si solleva dal piano cutaneo, può indicare un’evoluzione maligna, soprattutto quando il cambiamento si verifica in tempi brevi.

Nevi che cambiano colore: altro campanello d’allarme è un colore dismogeneo, che evolve in un colore più scuro o mostra sfumature rosso-brune, nere, blu o bianche.
Nevi che cambiano forma: irregolari, non simmetrici, con bordi frastagliati o con incisure, in quanto un nevo benigno è generalmente tondeggiante.
Nevi che danno fastidio: come prurito, sensibilità, indolenzimento o sanguinamento e perdita di siero. Queste sono tutte situazioni da attenzionare, da sottoporre al giudizio del medico”.

– Quali sono i trattamenti previsti?

“Se il nevo non rappresenta una minaccia per la salute, ma un semplice fastidio di carattere estetico, Il laser CO2 lo rimuove in modo semplice e veloce: in modalità iper-pulsata, il fascio di luce emesso dal laser a bassa potenza entra in contatto con i tessuti epiteliali e li colpisce con estrema precisione, disintegrandoli. Il processo è talmente localizzato che non danneggia i tessuti circostanti, anzi ne favorisce la rigenerazione con ottimi esiti estetici. Una procedura indolore, che non lascia cicatrici. Quando le lesioni pigmentate presentano invece caratteristiche atipiche, verranno monitorate attentamente ed eventualmente asportate con un intervento chirurgico. L’asportazione dermochiruirgica per la rimozione dei tumori cutanei consiste in una serie di tecniche che variano dall’asportazione di losanga a raffinate tecniche ricostruttive e posizionamento di innesti di pelle, con il miglior risultato estetico possibile. La porzione di cute rimossa verrà poi inviata al patologo per l’accertamento istologico. La procedura viene eseguita in genere in semplice anestesia locale, eventualmente in leggera sedazione. La durata dell’intervento dipende dalla complessità del caso, in relazione alla patologia di base ed alla scelta della tecnica più idonea. Una volta dimesso, è fondamentale che il paziente segua le terapie post operatorie prescritte, le medicazioni e le visite di controllo”.nei